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Giornalista senza fissa dimora, inizia nel 1982 un lungo percorso che lo porta a lavorare in quattordici città diverse e in una dozzina di giornali, tra i quali la Gazzetta di Mantova e il Messaggero di Roma. Partecipa, come capo servizi, alla breve vita dell’Informazione di Mario Pendinelli e nel 2001 dirige La Voce di Cremona, primo quotidiano free press in Italia. Nel 2004 fonda e dirige Il Piccolo Giornale, settimanale di Cremona, e si dedica a collaborazioni più o meno occasionali fino all’incontro col nascente mondo del gioco, che lo conquista per la sua vitalità nella sempre più asfittica società italiana. Da fine 2009 e fino al marzo 2011 è responsabile della comunicazione dei giochi di Microgame, la principale società italiana di gioco online: si trasferisce a Benevento e dedica particolari attenzioni al brand People’s, che arricchisce di un blog, di un magazine su carta patinata e, assieme ad altri colleghi, di una streaming Tv e di una ricca collezione di video, girati soprattutto durante le prime, appassionanti tappe del Peoples Poker Tour, inesauribili fonti di notizie e soprattutto di vicende umane da condividere e poi raccontare. Nel frattempo, spesso al riparo di uno pseudonimo, collabora con alcuni mensili specializzati come Card Player e Poker Sportivo e con l’agenzia di gioco Agimeg.Ha così vissuto dall’interno il momento più esaltante di Microgame, e dell’intero gioco italiano, in anni che sembravano consacrati all’utopistica illusione della crescita infinita. Dal 2012 lavora per altre case da gioco virtuali, come Agile e Bbet, e assiste da lontano, ma con inevitabile coinvolgimento emotivo, e qualche volta con rabbia per le troppe occasioni perdute, al rapido declino della società di Benevento dopo l’uscita di scena del suo fondatore, Fabrizio D’Aloia. Definirà questa parabola “la storia di un miracolo economico e del suo esatto contrario” e gli verrà l’idea di raccontarla in un libro: nasce così, dopo cinque anni di lavoro, La miliardesima mano, che si affida ai ricordi personali, alle memorie storiche dei protagonisti e a pazienti ricerche d’archivio. In anni ormai lontani, nel 1978, ha scritto una breve biografia del dentista/pittore bolognese Francesco Martani, un argomento tanto diverso eppure tanto simile. Perché, in fondo, anche l’arte può essere un gioco, e il gioco può essere un’arte.

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